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Museo della guerra Rovereto, Trentino

Museo della Guerra Rovereto

Il 28 luglio 1914, un mese dopo l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, l’impero austro-ungarico dichiara guerra alla Serbia. In pochi giorni tutta l’Europa precipita nel conflitto. Da principio l’Italia si dichiara neutrale; dopo lunghe trattative con Vienna e Londra si schiera con l’Intesa e nel maggio 1915 dichiara guerra all’Austria-Ungheria. Con questa frase entriamo all’interno del Museo della Guerra di Rovereto. Si tratta un vero e proprio salto nella storia.

Un bellissimo ed interessante museo arroccato all’interno di una fortezza che domina tutta Rovereto. ed è proprio nella cornice del castello costruito in epoca medievale, in posizione centrale, che si sviluppano le sofferte storie di questa terra.

Si divide in due parti: una prima che fa riferimento alla grande guerra, la prima guerra mondiale e l’altra nello specifico il torrione Marino dove vengono esposte le armi dell’età moderna (sec XVIII) e il torrione Malipiero con l’esposizione delle armi dalla preistoria al medioevo.

Cominciamo la visita..

Ritornando nello specifico al museo della Guerra di Rovereto si tratta di nove sale da visitare ricche di oggetti, armi, uniformi, fotografie, volantini, manifesti e lettere di militari e civili.

Il museo della prima guerra mondiale è molto bello perchè spiega molto bene i vari momenti che si sono susseguiti: tutto quello che si è sviluppato a partire dell’estate del 1914 dove gran parte della popolazione italiana –  cattolici e socialisti molto liberali – era contraria all’ingresso in guerra.

Ben presto tuttavia prende forma una corrente di opinione favorevole ai paesi dell’Intesa: circa 3000 italiani si arruolano in Francia in nome degli ideali garibaldini per combattere contro i tedeschi. Il numero degli interventisti cresce rapidamente. Tra di loro persone di orientamento molto diverso: Benito Mussolini, lo scrittore Filippo Marinetti, Gabriele D’Annunzio, l’irredentista trentino Cesare Battisti. Anche i giornali come il Corriere della Sera e il Secolo sostengono l’intervento.

Il governo italiano guidato da Antonio Salandra firma l’uscita dalla Triplice Intesa ed il 24 maggio 1915 dichiara guerra all’Austria-Ungheria.

Con un piede nella storia e con un piede nell’attualità percorriamo le sale con molto interesse e curiosità.

Le sale sono un susseguirsi di emozioni, per chi è appassionato di storia sono un vero e proprio tuffo al cuore. Un tuffo nelle sofferenze dei nostri Italiani coinvolti nella Prima guerra Mondiale.

Museo della guerra Rovereto
armi della prima guerra mondiale

C’è da dire che sul fronte italo-austriaco sono sorti decine di musei grandi e piccoli, alcuni in tempi lontani, la maggior parte in anni recenti quasi sempre frutto dell’iniziativa di collezionisti e di appasionati di storia. La realtà austriaca appare molto diversa da quella italiana.

La musealizzazione è stata quasi esclusivamente gestita da istituzioni nazionali, solo da poco tempo sono sorti musei locali. In italia invece non esiste un vero e proprio museo nazionale della guerra, ma tanti piccoli musei di storia frutto della volontà di pochi e di molti privati che con le loro donazioni hanno contribuito alla creazione di questi “piccoli tesori storici”.

Il museo della grande guerra di Rovereto Trento è una vera propria chicca.  Il comune di Rovereto si è dato molto da fare per allestire un museo dove la storia la fa veramente da padrone ! 

Il personale del museo si dimostra preparato, ti accoglie molto gentilmente e cerca di essere disponibile sulle indicazioni da dare, sul percorso da seguire.

All’ingresso ci è stato dato un libretto a fumetti che ha permesso anche alla nostra bimba di vivere il museo al meglio senza che fosse noioso per lei.

[6.8.1915] Caro Padre o ricevuto questa sera il paccho contenente le calze, la maglia e i gambali di lana e ti ringrazio. … In questi giorni siamo di vedetta in una vallata e i proiettili delle artiglierie nemiche e nostre ci passano al di sopra delle nostre teste, ma però senza alcun pericolo. Le pattuglie nemiche vengono a farci visita la notte. E’ curioso il loro metodo, per non sbagliare i sentieri di montagna fanno dei segni sulle piante e con questi vengono sotto alle nostre vedette. Ma ora abbiamo tagliato molte piante e gli abbiamo fatto i reticolati così gli abbiamo sbarrato la strada. Ci siamo inoltrati anche noi sotto le loro trincee. Erano là anche loro, uomini giovani ed anziani che lavoravano a fare le trincee ed i reticolati. Ma pazienza, tutto finirà, spero al più presto possibile ed in nostro favore. Ti saluta tuo figlio Giovanni.

Tantissime le testimonianze che si possono leggere nei documenti raccolti, alcuni che raccontano la giornata in trincea, il proprio stato d’animo altri quando la fame, la fatica prendeva il plotone, non c’era da mangiare e ci si doveva arrangiare.

[18 aprile 1916] 60 persone in infermeria delle quali 40 con mani e piedi congelati. Siamo nell’ultima retrovia e tutti i giorni dobbiamo portare su qualcosa dal fondovalle. Nei Carpazi non è stato freddo così a lungo. Niente ricoveri, niente da mangiare, solo caffè e scatolette, siamo sfiniti. Le postazioni e gli avamposti sono sulla cima. Non si può descrivere la gente che viene giù da lì. La Siberia è il giusto termine di paragone. Scrivo alla mamma ed a nessun altro. Sono disgustato.

I soldati e le loro famiglie si scambiavano un numero incalcolabile di lettere e cartoline che informavano sugli aspetti della vita militare, rassicuravano sullo stato di salute o portavano notizie di ferite o di morte. Queste “missive” permisero a molti di superare l’angosciosa esperienza bellica, con un mondo che si disintegrava sotto i loro occhi.

Passando per un colle vedo molti cadaveri che coprivano il suolo caduti il giorno avanti. Attraversando un folto bosco vedo qui pure dei cadaveri di russi caduti dietro alle piante dove avevano cercato difesa. Giunti alla fine del bosco il terrificante spettacolo della battaglia si presenta davanti ai nostri occhi ! Il tuono dei cannoni, lo scoppio delle bombe, si confonde con le grida strazianti dei feriti, con gli ultimi gemiti dei moribondi. La mia mente è come un mulino, non sono capace di pensare nè di pensare ad un’idea. (Fioravante Gottardi)

Altri hanno raccontato di saccheggi nelle case che erano state abbandonate, proprio quell’azione che mirava a depredare, a portare scompiglio in casa altrui ha scatenato più di un dubbio in qualche soldato come questa missiva ha raccontato:

Ci avviamo per sentieri coperti e dopo un’ora circa arriviamo a Condino […] E’ un bel paese ma tutto abbandonato. Ci fanno entrare in una casa già occupata in parte e, saliti al terzo piano, troviamo le stanze da letto tutte devastate, i materassi per terra, i comò aperti ancora pieni di biancheria, tutti sottosopra e non essendovi ufficiali i soldati si gettano con le mani a rovistare; c’è chi trova un orologio, altri degli spilli, altri prendono delle calze o della biancheria. […] Io guardo e non oso prendere nulla mi sembra una profanazione veder consumare tutta quella roba conservata con tanta cura. Non oso toccarla.

Il museo della Guerra di Rovereto non è solo una lunga serie di armamenti della prima guerra mondiale: è il luogo perfetto dove respirare storia ! Al vostro rientro a casa avrete mille spunti su cui riflettere, discutere, parlare con amici e familiari: la grande guerra è stata una di quelle guerre che ha segnato un’epoca ed i segni sono visibili ancora ai giorni nostri.

Come detto il museo ha una doppia esposizione: proprio per questo richiede molto tempo per essere visitato al meglio. A nostro parere l’unico “difetto” è la sequenza delle sale che, in alcuni tratti, presenta salti temporali lungo il percorso. Lasciando perdere questo piccolo dettaglio è assolutamente da vedere ! Dopo il muro di Berlino, un altro piccolo bagaglio di storia portato a casa che custodiremo gelosamente.

Il museo storico italiano della guerra snoda il suo percorso di visita all’interno del Castello, sono presenti barriere architettoniche, sconsigliamo vivamente l’uso del passeggino.

Il Museo della Guerra può essere anche visto usando l’App gratuita che ti permette di ascoltare una descrizione delle sale espositive ospitate nel Castello di Rovereto direttamente sul proprio smartphone o Tablet, scaricando gratuitamente un’applicazione per dispositivi mobili o navigando sul sito web izi.TRAVEL.

Museo della guerra Rovereto orari:

da martedì a domenica 10.00 – 18.00
Chiuso: tutti i lunedì non festivi. Inoltre chiuso nei giorni 24, 25, 31 dicembre, 1 gennaio

Museo della guerra immagini:

 

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