Privacy Policy Castello di Romena - Viaggi nei Castelli del Casentino

Castello di Romena – Viaggi nei Castelli del Casentino

Castello di Romena a Pratovecchio

È passato da qua Annibale, vi ha soggiornato Dante durante il suo esilio e infine D’Annunzio durante la sua permanenza ci ha scritto dei pezzi dell’Alcyone. In una calda giornata di agosto colori e profumi indimenticabili, costituiscono una cornice idonea al castello di Romena a Pratovecchio. Qualche giorno prima eravamo stati a Stia, oggi abbiamo dedicato il pomeriggio per la visita di uno dei castelli del Casentino, forse il più importante. Mettete nel conto che la visita con la dovuta calma necessita al massimo 60 minuti, scorre molto velocemente.

Romena pratovecchio
Ingresso Castello

Romena Casentino: la storia del Castello

La località fu abitata nei tempi antichi dai Pelasgi e sicuramente dagli Etruschi: che vi abitarono è provato dalle terrecotte trovati in scavi effettuati nel secolo passato. Il nome Romena è probabilmente di origine etrusca. Fu poi sede di fortilizio romano. ed è proprio attraverso questa valle che l’esercito di Annibale raggiunse il Trasimeno per la famosa battaglia contro l’esercito romano.

La rocca fu trasformata in castello dai Marchesi di Spoleto nel X secolo: le cronache del 1008 parlano infatti di “un turrito e nobilissimo castello”. Il castello passò poi per eredità ai Conti Guidi che lo tennero sino al 1357.

L’imponente castello che sorgeva in cima ad una collina consisteva in tre torri a protezione del cassero – residenza dei Conti Guidi – e una cerchia muraria. Fonti storiche affermano le torri attuali sono più basse rispetto a quelle dell’epoca.

I Conti Guidi, le cui origini sono datate intorno all’anno Mille, dominavano in lungo ed in largo gran parte dell’attuale Toscana. La costruzione di oltre 200 castelli e fortezze (famoso quello di Poppi) hanno costituito una reale minaccia alla nascente città di Firenze. . L’imperatore Federico II di Svevia aveva riconosciuto le proprietà della potente famiglia Guidi. Proprio la forza ghibellina dei Conti era in perfetta contrapposizione a quella del casato fiorentino di origine guelfa.

Nel 1440 il condottiero Niccolo Piccinino con le truppe dei Visconti di Milano espugno il castello di Romena, ma Pier Capponi per volontà di Cosimo dei Medici lo sconfisse nella famosa battaglia di Anghiari riconquistando i castelli della vallata.

Dopo un lungo periodo di abbandono, nel 1768 la famiglia Goretti dè Flamini ne detiene la proprietà.

Pratovecchio
dentro al Castello

Romena Pratovecchio: Dante Alighieri

Come citato precedentemente Dante Alighieri ha vissuto per un periodo di tempo nel Castello di Romena, Non abbiamo certezza al 100%, ma è molta sicura l’affermazione che Dante Alighieri fu ospite per un periodo di tempo in questo castello. Curiosa la sua storia che ha poi citato in una piccola parte della Divina Commedia: il falsario Mastro Adamo venne indotto dai Guidi, tre fratelli a coniare fiorini falsi. L’intento della loro opera era quella di indebolire la moneta fiorentina che si stava affermando come una delle monete più importanti del commercio. Detto falsario che sembra fosse di Brescia fondeva fiorini con una lega molto leggera, un giorno provò ad andare a Firenze a spenderli. Venne beccato, riconosciuto dalle guardie fiorentine che lo catturarono poco dopo in una località che ancora oggi si chiama “OMOMORTO”

Dante Alighieri che all’epoca aveva sedici anni, venuto a conoscenza di questo episodio che aveva sollevato in città un grande scalpore, colloca il falsario Mastro Adamo nel canto XXX dell’Inferno tra gli idropici: assetati e sogna un goccio di acqua di Fonte Branda – che tuttora sgorga sulla vecchia strada medievale della Pieve Romanica.

Romena Pratovecchio: Gabriele D’Annunzio

Per quanto piccolo ha tanti aneddoti da raccontare. Nel 1902, Gabriele D’Annunzio vi ha scritto il Libro III delle Laudi, Alcione.

Cade la sera. Nasce
la luna dalla Verna
cruda, roseo nimbo
di tal ch’effonde pace
senza parola dire.
Pace hanno tutti i gioghi.
Si fa più dolce il lungo
dorso del Pratomagno
come se blandimento
d’amica man l’induca a sopor lento.

Su i pianori selvosi
ardon le carbonaie,
solenni fuochi in vista.
L’Arno luce fra i pioppi.
Stormire grande, ad ogni
soffio, vince il corale
ploro de’ flauti alati
che la gramigna asconde.
E non s’ode altra voce.
Dai monti l’acqua corre a questa foce.

Castello di Romena: la visita

Il biglietto di ingresso è veramente economico. La nostra è stata una breve ma piacevole passeggiata, facendo un bel salto all’indietro nella storia. Curioso come un piccolo castello immerso nelle campagne del Casentino abbia e conservi nel suo grembo aneddoti così importanti: il Mastro che falsificò i fiorini che Dante ricorda nella Divina Commedia oppure D’Annunzio che dormì in una tenda montata nel prato e nel frattempo compose parte delle liriche dell’Alcyone. Non fatevi ingannare da quello che vedete, dall’esterno non sembra un granché, invece inaspettatamente, una volta varcata l’entrata ci si ritrova in un posto magico. Purtroppo non rimane molto delle antiche mura, ma è bello immaginare come si potesse vivere qua qualche secolo fa, quando il ponte levatoio alle nostre spalle si chiudeva ed il castello diventava un fortino inespugnabile. Vedere dall’alto delle torri, o semplicemente camminare sul promontorio che domina la valle.

castello di romena
castello di romena

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