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Bursa Turchia | Capitale Ottomana

Bursa Turchia

La città di Bursa, 250 chilometri da Istanbul, a sud-est del Mar di Marmara, sorge sulle basse pendici del Monte Uludug (Monte Olimpo della Misia 2543 slm) e deve il suo nome al fondatore, il Re Prusia di Bitinia. Successivamente passò sotto la dominazione romana e poi quella bizantina prima di essere conquistata da Orhan Gazi nel 1326, quando divenne la prima capitale dell’Impero Ottomano. Molti importanti edifici ottomani sono giunti sino ad oggi.  Nota anche con il nome di Bursa la Verde, questa città è ricca di giardini e parchi, si affaccia su una pianura verdeggiante. E’ posizionata al centro di una regione con, e un’importante produzione di frutta.

Bursa era, ed è ancora famosa per le sue pesche, la seta, i prodotti tessili e le sorgenti termali.

Al nostro arrivo ci fermiamo subito in un ristorantino, assaggiamo l’Iskender Kebab, un piatto a base di pane, di salsa di pomodoro, strisce di carne grigliata, burro fuso e yogurt, decidiamo di non prendere altro per non appesantirci troppo e partiamo per la visita della zona. La visita alla città inizia nella parte orientale, a Yesil Turbe (il Mausoleo Verde), incastonato in un giardino e riconoscibile dal caratteristico rivestimento esterno in ceramica che ospita il cenotafio del Sultano Mehmet I. Di fronte c’è la Moschea di Yesil (Moschea Verde) del 1424 che riflette la nuova estetica ottomana, contrapposta a quella selgiuchide.

La vicina madrasa completa il complesso e ospita il museo etnografico. Prima di esplorare quest’area, decidiamo di fare una breve sosta; è arrivato il momento di un bel bicchiere di te in uno dei bar che affollano la piazzetta. Ci riposiamo per un pochino, poi decidiamo di ripartire, raggiungiamo la moschea di Emir Sultan, famosa per la sua singola cupola. Entriamo, notiamo anche il suo grande cortile circondato da portici in legno ad arco su colonne rettangolari, oltre ad una bellissima fontana. La moschea è famosa per essere in posizione privilegiata, usciamo, decidiamo di non fermarci qua visto che vogliamo raggiungere la moschea di Bayezid I, storica moschea che comprende una sala centrale con una grande cupola affiancata da porticati sia ad est che ad ovest.

bursa
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La stanchezza comincia a prenderci, decidiamo di rilassarci, raggiungiamo il parco Koza, qua si trovano parecchi caffè caratteristici. In fondo al parco c’è il quartiere del bazar coperto, con i suoi caravanserragli e quel piccolo toboga di strade strette. Decidiamo di trascorrere l’ultima parte della giornata alla visita del Museo della Casa Ottomana: ubicato in un edificio restaurato del XVII secolo, offre un interessante scorcio della vita degli ottomani benestanti. La visita degli interni ci ha permesso di scoprire uno spaccato della vita quotidiana dell’epoca.

Stanchi, rincasiamo in hotel, avavamo il desiderio di provare il bagno turco. Amaramente veniamo a conoscenza che non sono lì, ci suggeriscono che le migliori sorgenti termali si trovano a Qekirge, a 2 km dal centro (non più di una decina di minuti), dove l’acqua giunge direttamente dalle sorgenti calde del monte Uludag. Nonostante fossimo stanchi… si riparte, la scelta si rivela perfetta, anche se ci viene suggerito di venirci al mattino quando c’è meno gente e tutto è immacolato ! Una rapida cena, un tuffo nel letto. Domani ripartiamo per un’altra avventura… Avremmo voluto approfondire la visita giungendo sino a Uludag, ma il tempo è tiranno, non ce la facciamo. Molti ce l’avevano suggerito come uno dei luoghi preferiti per le attività invernali e per le belle vedute ed il clima fresco durante la stagione estiva. Sarà per un’altra volta…

 

 

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