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Betlemme dove si trova ? Dove è nato Gesù… ma non solo

Betlemme basilica della natività

Una gita di un giorno a Betlemme era in cima alla nostra lista di cose da fare durante la nostra permanenza a Gerusalemme. Avevamo voglia di scoprire anche qualcosa della Palestina, vivendola con i mezzi pubblici lontani dai tour organizzati, da quel mordi e fuggi che oramai è diventata quasi una prerogativa per chi viaggia.  Alla domanda dove si trova Betlemme, a molti vengono subito in mente i Re Magi, il Natale… dove è nato Gesù, in realtà è molto diversa se si ha la possibilità di vederla con i propri occhi.

Il nostro desiderio di andare a Betlemme non era legato solo a Gesù, ma anche per vedere quel che l’artista Banksy ha messo su in questi anni con i suoi graffiti famosi in tutto il mondo.

Betlemme dove si trova:

Le relazioni tra Israele e Palestina sono complicate da sempre ma i turisti sono in grado di arrivare a Betlemme (solo 9 Km di distanza rispetto a Gerusalemme) con relativa facilità. Betlemme fa parte della Cisgiordania che costituisce la maggior parte dei territori palestinesi, il resto dei quali è costituito dalla striscia di Gaza. Sono numerosi i punto di controllo israeliani lungo il percorso tra Gerusalemme e Betlemme e, mentre i turisti sono liberi di viaggiare dentro e fuori Betlemme, è necessario un passaporto per rientrare in Israele. Per poterci arrivare è necessario arrivare in Israele e poi da lì entrare in Palestina che non viene riconosciuto come stato.

Non abbiamo prenotato niente di particolare, ci eravamo solo promesso questo un tour di un giorno da Gerusalemme a Betlemme. L’arrivo è un pochetto inquietante visto che durante il cammino sono numerosi i cartelli rossi che avvertono i cittadini israeliani che l’attraversamento della Palestina è pericoloso, con grave rischio di incolumità

Per arrivare a Betlemme abbiamo preso l’autobus 231, che per pochi spiccioli (per la precisione 8nis) dalla porta di Damasco in Gerusalemme ti porta al centro.

Un dettaglio da non sottovalutare dal momento che decidete di prendere l’autobus. Il mezzo è palestinese e quindi lavora anche di venerdì sera al sabato dopo il tramonto allo Shabbat. Se fosse stato Isreliano, in quei giorni non avrebbe circolato.

Quelli che arrivano con i tour mordi e fuggi nella maggior parte dei casi scelgono di pernottare nella zona della città vecchia di Gerusalemme così da rendere breve il percorso e l’arrivo.

Cosa vedere a Betlemme:

Il muro della Vergogna:

Sarò onesto Il muro della vergogna come lo ha chiamato qualcuno ti lascia senza parole. Abbiamo visto il muro di Berlino, ma anche questo ti lascia senza fiato, alto, altissimo, fiancheggiato da torri di avvistamento, telecamere e filo spinato, è vero e proprio colpo al cuore. La sua presenza serve a sottolineare la gravità della situazione politica e la realtà di coloro che vivono sotto la sua ombra. Se da un lato il muro con la sua imponenza ti ferisce dall’altra i messaggi e graffiti sono un vero e proprio grido di speranza: si rivela interessante perdere del tempo per leggerne alcuni: molti sono dedicati alla situazione politica tra Israele e Palestina.

muro della vergogna
muro della vergogna

Banksy:

Sia che siate grandi fan di Banksy oppure che non lo abbiate mai sentito nominare, penso che vedere i suoi graffiti sia fondamentale per dare un senso alla visita di Betlemme, da tempo martoriata, con le mille ombre nello stomaco, con quel lungo travaglio che sembra non finire mai. Uno dei geni dell’arte contemporanea, un writer incisivo e capace, uno street artist dall’identità misteriosa. Sin dal primo viaggio che fece nel 2005, fu colpito dalla situazione mediorientale, per sensibilizzare l’opinione pubblica usò gli strumenti più consoni che avevi tra le mani: il disegno. Sono famosissime tante sue opere che troviamo in giro per tutta Betlemme. Ha aperto addirittura un hotel con vista muro che ha soltanto 9 camere ma che ad oggi dopo solo un anno di attività ha oltre 50000 prenotazioni. L’albergo ha naturalmente vista muro !!

banksy a betlemme
banksy a betlemme

Campo profughi di Aida:

La scelta di visitare il campo profughi è stato un pò casuale, soltanto dopo aver letto su internet qualche dettaglio in più abbiamo deciso di fare questa escursione.  Il campo profughi di Aida, fondato nel 1950, ospita rifugiati provenienti da 17 villaggi demoliti. Non eravamo sicuri di cosa aspettarci avendo visto solo i campi profughi basandoci su quanto offerto dalle immagini di signora televisione. Il campo di Aida, con i suoi edifici permanenti, è più simile a una grande città densamente popolata.

I livelli di disoccupazione sono elevati, così come le tensioni data la sua stretta vicinanza al Muro di separazione, ci sono frequenti scontri tra residenti e forze israeliane. L’ingresso al campo è contrassegnato con una enorme chiave appoggiata sull’arco di accesso: questa metaforicamente significa il diritto di restituire la chiave a coloro che avranno intenzione di tornare riprendendo in mano ciò che hanno lasciato. Abbiamo camminato per qualche ora all’interno delle strette vie del complesso.

Si ha l’impressione di essere dentro ad un film tristemente noto dove il confine tra finzione e realtà è un filo sottile che scorre tra la vita e la morte. Per noi che amiamo viaggiare in tutto il mondo senza impedimenti, risulta complicato e di difficile comprensione come la vita possa essere limitata da confini così stretti. La cosa che rattrista maggiormente sono le continue tensioni, i frequenti scontri e la consapevolezza che molti dei bambini hanno conosciuto solo la vita all’interno di un muro di cinta !

La Chiesa della Natività:

È una delle più antiche chiese del mondo e fu costruita sopra la grotta dove, secondo la Bibbia, nacque Gesù. La chiesa, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, è ornata e bella sia dentro che fuori nonostante i significativi lavori di restauro. La chiesa è condivisa dalle autorità apostoliche greco-ortodosse, cattoliche e armene, tutte condividono la grotta, ossia il sito nel quale si ritiene che sia nato Gesù. Il suo accesso è tramite una semplice porta di epoca ottomana, conosciuta con il termine di porta dell’umiltà. Per entrare si china la testa, adesso viene inteso come segno di rispetto, in realtà è una modifica che risale ai tempi delle crociate. Originariamente l’ingresso era molto più largo ma i crociati ridussero le sue dimensione per evitare le irruzioni a cavallo.

basilica della Natività
basilica della Natività

La grotta della Natività:

E’ un luogo dal sapore magico, si scende le scale, quelle che ti portano nell’affollata Grotta della Natività sotto il lato ortodosso della Chiesa, dopo aver atteso pazientemente il nostro turno tra la folla di turisti, la guardia ci invita a proseguire il nostro piccolo cammino, ci potevamo inginocchiare di fronte all’altare sopra al luogo presunto della nascita di Gesù. Il punto esatto è segnato da una stella d’argento a 14 punte sul pavimento con l’iscrizione latina “Qui della Vergine Maria è nato Gesù Cristo”.

La stella ha 14 punte come le 14 generazioni della stessa dinastia che intercorrono tra David e Gesù. La grotta contiene anche un altare dedicato ai magi e una mangiatoia d’argento che rappresenta dove Maria depose il neonato Gesù. La visita in questi luoghi ha sempre un sapore di magico e suggestivo:  indipendentemente dalla religione a cui si appartiene, al credo che si professa, il luogo di nascita di Gesù non ha fatto eccezione. È stato un momento incredibile per inginocchiarsi e toccare e baciare la stella, l’atmosfera nella grotta è davvero unica !

È stato sicuro visitare Betlemme Palestina ?

Ci siamo sentiti al sicuro durante la nostra visita a Betlemme, quest’ultima si è presentata come una città molto turistica [galleria foto]. È stato facile entrare a Betlemme e l’atmosfera è stata buona durante la nostra visita. Ovviamente quando i problemi sorgeranno, sarà importante seguire da vicino la situazione palestinese.

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