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Viaggio a Belgrado, capitale Serbia

Viaggio a Belgrado, la capitale della Serbia

Non era previsto il viaggio a Belgrado, non si pensava di arrivare cosi tanto ad est, ma l’offerta era ghiotta, così partiti di buon mattino siamo giunti a Belgrado Aeroporto. Il primo pensiero appena scesi dall’aereo è stato quello del cambio euro dinaro serbo. La moneta serba quanto vale ? Cosa ci possiamo comprare ?

Risolto questo piccolo problema del cambio, il tempo di fare un rapido passaggio in hotel, una rapida occhiata al belgrado meteo per verificare le ultime notizie meterologiche e via di nuovo per conoscere la città. Avevamo deciso di fare una visita alla capitale Serba dopo che un amico mi aveva raccontato dell’ex capitale jugoslava.

Lui ci era arrivato esausto, molto stanco, estenuato dalle sedici ore di bus e dopo aver attraversato tre frontiere in una notte. Era una fredda domenica di novembre dove un’uggiosa pioggia lo aveva accompagnato sino al suo arrivo.

Passeggiando per Belgrado si ha la continua impressione di passare da una città all’altra: sprazzi della vecchia Costantinopoli conosciuta da molti come Istanbul ai déjà vu di alto profilo della capitale austriaca Vienna.

Per gli appassionati di calcio, la città la ricordano associando il nome di Belgrado al team della STELLA ROSSA.

belgrado turismo
belgrado turismo

Belgrado cosa vedere:

Se avete a disposizione poco tempo puntate la vostra attenzione sin dal vostro arrivo al parco Kalemengdan: è un’oasi di pace all’interno della città (mesna zajednica, una zona residenziale di Belgrado), e per rendere meglio il concetto, ufficialmente non è più una fortezza, ma un parco, un enorme parco che si staglia sulle rovine della vecchia e famosa Singidunum, la città romana che domina la confluenza tra il Danubio e la Sava.

Kalemegdan è il parco più popolare tra i belgradesi, e tra i turisti che visitano Belgrado, anche per i numerosi sentieri che si snodano al suo interno, che rendono gradevole passeggiare, fermandosi di tanto in tanto ad osservare lo splendido panorama del Sava che confluisce nel Danubio, le fontane, le statue, alcune installazioni pittoresche, qualche carro armato, approfittando delle tante panchine, per riposare e chiacchierare un po’.

L’escursione è molto facile, il parco è facilmente raggiungibile a piedi, noi eravamo in centro città.. il percorso è stato molto breve.

Belgrado: come raggiungere il parco

Il Parco Kalemegdan si raggiunge facilmente a piedi se si alloggia nella zona centrale della città  come naturale proseguimento di una passeggiata iniziata lungo la via dello shopping Knez Mihailova. Terminata questa, basta attraversare la Via Pariska e ci si trova dentro il Kalemegdan.

Non appena entrati, per i primi 200 m, il passeggio è accompagnato dai venditori di souvenir. Non le solite banalità, ma prodotti tipici del luogo, alcuni realizzati a mano come centrini, pizzi, pantofole e golfini provenienti dall’area di Zlatibor, piccole botti in cui conservare la rakija, nonché oggetti per collezionisti.

Fra i più originali sono degni di menzione le banconote a undici zeri (500 miliardi di dinari) del periodo dell’iper-inflazione. Una volta giunti sulla cima della collina, si vede tutto il panorama della città. Il tempo di prendere un caffè, rilassarsi e poi proseguire per la città vecchia.

Serbia capitale

Prendete come riferimento il campanile della Cattedrale di San Michele Arcangelo, cominciate a girare e perdervi tra i vicoli di quella Belgrado Jugoslavia, capitale di quella terra che si è dissolta nel 2006, per la precisione il 21 maggio 2006 quando il Montenegro votò per l’indipendenza dalla Serbia con una percentuale che sfiorò il 55% che sancì la scissione.

Il tour vi servirà per entrare in contatto con la realtà locale, vedendo palazzi antichi ed altri scortecciati dal tempo. Questa piccola passeggiata vi servirà anche per arrivare come successo a noi all’ora di pranzo: prendete il vostro tempo, le ore che si spendono a Belgrado non si riveleranno inutili,  gustetevi uno dei tanti piatti tipici serbi, noi abbiamo provato il Sarma, una bella insalata di cavolo cappuccio.

belgrado moneta
tempio di San Sava

Il tempo per il relax era finito, era giunto il momento di aggiornare il diario di cosa vedere a Belgrado, si riparte in direzione del Trg Republike, una delle piazze principali di Belgrado, famosa in occasione di feste e vittorie dove viene regolarmente invasa da migliaia di persione. Il tempo di qualche foto, e poi via per la visita a quella che si pensi che sia l’attrazione principale della giornata: il tempio di San Sava, opera infinita, iniziata nel 1935, ma che risulta ancora da completare negli interni.

Belgrado maps

Il viaggio a Belgrado continua, il breve cammino ci porta davanti all’Hotel MoskvaBelgrado Hotel era questo, famoso nella Mittel Europa per essere uno degli hotel di lusso più in voga all’epoca, noi avevamo desiderio di fare una breve sosta per un te e della buona pasticceria ma l’orario ci fa propendere per proseguire il cammino lungo Kralja Milana, una dei viali più famosi della città. La passeggiata

Vediamo che si è fatto tardi, decidiamo di puntare le ultime fiches che avevamo per raccontarla al meglio, giocando la carte della Belgrado capitale di una notte vissuta a 100 all’ora. Cominciamo la serata da Skadarliija, conosciuta da molti come la Montmartre di Belgrado, il quartiere bohemien per eccellenza. In questa via è molto probabile essere agganciati dai locali, ma noi pensiamo che sia meglio mangiare altrove per evitare di essere spennati come dei polli.  Su consiglio di alcuni locali cambiamo zona ed andiamo a Strahinjica Bana Street, dove la belgrado ragazze scoppia in tutti sensi: luogo di eccessi dalle labbra, ai seni, qua c’è l’ostentazione del finto, del rifatto.

Un pò annoiati, forse anche lontani dalle parole del nostro amico che ci aveva raccontato di un viaggio a Belgrado all’interno di una città viva ma tranquilla sin dal suo arrivo lungo la tratta bus belgrado sarajevo prendiamo con tranquillità un taxi. Paghiamo gli economici mezzi con la moneta della Serbia, domani ripartiamo per un’altra avventura, all’interno della pancia dell’Europa Balcanica.

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